
Senatore Villari, buongiorno.
"La prego, non vede che sto mangiando?"
Ehmm, ha ragione. Rimandiamo a dopo?
"No, no, facciamo ora, che poi mi rovina la digestione. Ma breve è?"
Brevissimo
"Ecco, bravo, su cominciamo"
Senatore, perché non si dimette?
"Non ci penso proprio"
Ma aveva detto che con un nome condiviso...
"E quale sarebbe questo nome?"
Sergio Zavoli. Ex-Presidente Rai, noto giornalista televisivo.
"Sbagliato"
Come sbagliato?
"Non è il nome giusto. Riprovi"
Oh, insomma, anche Berlusconi le chiede di dimettersi.
"A dire il vero, non ho ricevuto nessuna telefonata"
Senatore, ma li legge i giornali?
"No, grazie, guardo solo la tv. Comunque, senta, non ho intenzione di rilasciare dichiarazioni"
No, no, nessuna dichiarazione, qui vogliono le sue d-i-m-i-s-s-i-o-n-i.
"Ho capito, ho capito"
Allora? La lascia questa poltrona o no? Non l'è bastata l'espulsione dal suo partito?
"Senta, al mio partito penso io, lei si occupi del suo"
Veramente non ho tessere.
"Mi spiace per lei, se vuole faccio una telefonata a Latorre, e vediamo cosa si può fare"
Chi? Quello del pizzino?
"Sì, proprio lui. Oppure chiamo Bocchino"
Andiamo bene... Senatore, lei gioca col fuoco. Molti pensano che dietro le sue mosse ci sia la regia dei dalemiani, per affossare Veltroni.
"No guardi, questo non glielo permetto. Nessuna regia. Io lavoro per me, per Napoli e la Campania"
E questo cosa c'entra, scusi?
"C'entra, c'entra. Qui vogliono fotterci tutti. Le dicono niente Mastella, Bassolino, Iervolino?"
Vabbè, senatore, arrivederci.
"Arrivederci, arrivederci... E mi saluti 'a sòreta"
***





0 commenti:
Posta un commento