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domenica 16 novembre 2008

Trentatrè trentini rutelliani

Questa domenica si parla della fortunata alleanza Pd-Udc in Trentino, dell'inattesa proposta di Obama alla Clinton, della sentenza di Cassazione sul caso Englaro.

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Ampia vittoria di Dellai in Trentino, sotto l'ombrello di Pd-Idv-Udc. I democratici si interrogano sulle alleanze (per raccogliere consensi ci sarà tempo): ulivisti, bindiani e parisiani vogliono riallacciare con la sinistra radicale, tenendo con Di Pietro; rutelliani e lettiani spingono invece per alleanze di "nuovo conio" (leggi Udc); i dalemiani vogliono sia Casini che Ferrero; i popolari di Marini e Franceschini presidiano il centro e non danno impressione di volerlo lasciare così facilmente; i veltroniani... i veltroniani attendono. Ma per fortuna che c'è il solito Gasparri a spronare il leader democratico. Ho chiesto in giro, a gente che vota Pd, un pensiero sull'alleanza coi centristi. Mi hanno risposto: "Casini è anche intelligente, ma per me ci sono già ora troppi democristiani nel Pd. E poi c'è Cuffaro." Non potrei essere più d'accordo. Perlomeno su Cuffaro. Sui democristiani, vabbè, sono un tipo aperto e tollerante.

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E così the one ha offerto a the second una poltrona nel suo nuovo Governo... e che poltrona. La stessa di Kissinger, Colin Powell, e la stessa che, negli ultimi 12 anni, è andata a due donne (Madeleine Albright, Condoleezza Rice). Come premio di consolazione non c'è male. Certo, sempre consolazione rimane, e non è detto che la signora accetti. Negli States un posto al Senato è piuttosto "doloroso" da abbandonare, sia perché i senatori sono solo 100 (tenete conto che noi, con un quinto della loro popolazione, ne abbiamo 315), sia perché, come ben sanno i nostri governanti, che per lo più hanno il doppio mandato, i governi cambiano, cadono, vengono rimpastati, i parlamenti no. Epperò la Segreteria di Stato è sempre una gran bella cosa, e anche per questo i candidati fioccani. Fra i tanti: Kerry (in ribasso) e Richardson (stabile). Dovessi giurarci non lo farei, ma la futura amministrazione si prospetta piena zeppa di clintoniani... una più una meno.

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Argomento serio, riflessione seria. Quando si parla di vita e di morte, quando si tocca da vicino la sofferenza, ci vorrebbe il buon gusto di fare un passo indietro. E invece... invece: "Ha giocato ancora una volta il meccanismo del caso pietoso: in questa circostanza non del dolore di Eluana, ma di suo padre” (Rino Fisichella, arcivescovo); "E' indubbio che il padre di Eluana ha vinto la sua battalia legale e ideologica" (Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare); "Il padre in coscienza ha voluto combattere questa strana battaglia perché sua figlia muoia. Non ce la faceva più. È comprensibile. Meno comprensibile l´accanirsi non perché le cure e la pazienza di altri sopportino la pena e le premure, bensì per la sua morte. Per toglierla di torno" (Davide Rondoni, editorialista dell'Avvenire). Ognuno è libero di pensarla come vuole, e certo di intervenire nel dibattito nel modo che ritiene più opportuno. Attenzione però a non imporre la propria esclusiva verità, e a ricordarsi che al centro di uno Stato laico va messo l'uomo, con le sue paure e i suoi bisogni, non Dio, nè l'ideologia. Se avete una serata libera, vi consiglio Mare dentro di Amenabàr.

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