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mercoledì 12 novembre 2008

E Obama fu (oh, sì!)



Mi sento svuotato. Martedì sera (mercoledì mattina) ero più teso che all'esame di maturità. È stato un parto. Un parto con una maternità durata 21 mesi: l'annuncio di Obama a Capital Hill, i dibattiti con la Clinton, il discorso al DNC di Denver, quello a Berlino, l'entrata in campo della Palin, i dibattiti con McCain, ... Epperò è nato proprio un bel bambino. Come ha scritto Zucconi, è stata la rivincita dell'intelligenza: “Sappiamo che finalmente nello Studio Ovale siederà qualcuno che conosce la differenza fra un libro e una sega a motore, che non considera la cultura e la sintassi come espressioni di ‘fighettismo’, secondo l'atroce neologismo caro ai duri e puri. Non uno ‘come me’, ma uno migliore di me, capace di ascoltare, ma anche di riflettere e di circondarsi di persone delle quali non teme la concorrenza, perché non soffre di complessi di inferiorità.” Ovvio, in confronto agli otto anni di W, anche McCain avrebbe fatto meglio, e le parole che ha usato in Arizona sono state notevoli. Ma Obama ha superato se stesso nel discorso di Chicago: “Sasha and Malia I love you both more than you can imagine. And you have earned the new puppy that's coming with us to the new White House” (woff, woff), e ancora, “A man touched down on the moon, a wall came down in Berlin, a world was connected by our own science and imagination. And this year, in this election, she touched her finger to a screen, and cast her vote, because after 106 years in America, through the best of times and the darkest of hours, she knows how America can change. Yes we can!” Di fronte all’elezione di Oh-bama, mi sento come Kennedy Jr. che gioca e si nasconde sotto la scrivania di papà John… papà Barack, mi fido di te.

***



Lo so, lo so, è triste parlare d'Italia, con le sue pochezze e provincialismi, in un momento così entusiasmante. Epperò facciamo uno sforzo. Prima Gasparri ("L'elezione di Obama farà felice Al-Quaeda"), che è sempre il capo dei senatori Pdl, ma poi chi lo conosce fuori di qui? Ma ecco che arriva Berlusconi ("Obama bello, giovane e abbronzato"). E lui, purtroppo, lo conoscono fin troppo bene. Pare che, saputa la notizia, Spike Lee abbia intonato una canzonetta anti-Silvio ( Obama yes, yes, yes. Berlusconi no, no, no"), e il New York Times abbia aperto una discussione al riguardo: "Funny...? Not laughing" (gerrie), "Berlusconi is an old and ignorant italian person" (xixax) "Berlusconi and his cabinet represent very well what Italians are at this time, ignorant, short minded, deeply racist" (jack) ... ma ecco che ci pensa fulvio a rispondere: "Barack don’t be angry with Berlusconi. He's like a child". Epperò, questi americani non hanno proprio il senso dell'umorismo... e infatti... aspettate, aspettate, ecco qui: "Nobody in USA understands a joke?" (hhhbk). Concludo con la vignetta di Altan (da Repubblica di venerdì): uno fa a Berlusconi "Obama abbronzato era solo una carineria", e lui "Virile però, che non sono mica dell'altra sponda!"

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